''È fondamentale che il riscatto della Calabria parta dalla cultura, che è l'antidoto all'illegalità diffusa'', dice oggi Carmine Abate. "Ho preferito narrare la Calabria attraverso i suoi paesaggi, senza puntare tutto sul racconto della criminalità organizzata. Forse il libro avrebbe venduto anche di più, ma non mi interessava", disse qualche settimana fa lo stesso Abate, a Civita. Complimenti per il premio Campiello e per il libro (che leggerò), ma come si conciliano queste due posizioni? Esistono davvero due letterature, una in contraddizione con l'altra, una che parla della criminalità per vendere di più, e l'altra che racconta i paesaggi della Calabria per valorizzarla?