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Nicola Di Turi

" Sa, io ho paura che lei confonda politica e giustizia.. "

6 Luglio 2008, 17:52pm

Pubblicato da Nicola Di Turi


Mi ero ripromesso di non parlare più delle quotidiane gesta del nostro Presidente del Consiglio per non sembrare ripetitivo. Ci ho ripensato e ho deciso di affrontare nuovamente argomento e personaggio in questione, seppur indirettamente.
Oggi ho letto l'editoriale domenicale di Repubblica firmato da Scalfari, dove oltre alle consuete analisi economiche e politiche dello scenario italiano, ho trovato un accenno ad una polemica innescata la settimana scorsa dallo stesso Scalfari contro il suo collega ed ex-dipendente Antonio Polito, attualmente direttore del Riformista.
Quest'ultimo dalle colonne del suo giornale, aveva proposto una sorta di armistizio giudiziario sul caso Berlusconi-magistratura, sostenendo la superiore necessità di salvaguardare la continuità di un governo appena nato, rispetto alla richiesta di giustizia che l'opposizione avanza riguardo il normale decorso dei processi in atto contro il Premier.
Secondo Polito al momento è più importante che il governo resti in carica e svolga il suo compito, piuttosto che ogni cittadino (compreso il Premier) risponda del suo operato di fronte alla legge.
Sappiamo infatti, quanto siano imminenti le sentenze per i due processi in atto contro il Premier a Milano (caso-Mills) e a Napoli (caso Saccà-Rai-vallette).
Sappiamo anche quanto siano imminenti le misure prese dal Governo per salvare Berlusconi da queste sentenze (emendamento blocca-processi e lodo Schifani Bis).
Di parere opposto è Scalfari, che oggi ha ribadito la necessità che il Premier venga processato e risponda del suo operato di fronte alla magistratura.
Nel suo editoriale viene citato anche il sette volte capo del governo Andreotti il quale, accusato di ogni nefandezza, più volte condannato e assolto, ebbe la correttezza e il rigore morale di sottoporsi a tutti i processi che lo riguardarono senza cercare scappatoie o vie d'uscita più o meno incostituzionali per salvare se stesso in nome della presunta urgenza di governare.
Questo è il problema: se Berlusconi avesse davvero a cuore l'incombenza di salvare l'Italia dalla crisi che sta vivendo e se fosse davvero preoccupato dall'urgenza di dare delle risposte al Paese, perchè non ha parlato chiaramente in campagna elettorale delle sue beghe giudiziarie?
Sarebbe bastato dire che vista la necessità di avere un governo stabile, qualora fosse stato rieletto Presidente del Consiglio, avrebbe sospeso i suoi processi per tutta la durata del mandato.
Invece questo non l' ha fatto. Berlusconi ha nascosto a tutti i suoi processi riempiendo la campagna elettorale di emergenze ed urgenze varie in modo tale da essere rieletto e risolvere i suoi personalissimi problemi. Il fair-play di Veltroni ha fatto il resto.
Ed ora ci troviamo di fronte ad un vero e proprio inganno teso agli italiani in nome della necessità di governare.
La mancanza di chiarezza deve far pensare.
Non si può far finta di nulla, che tutto sia nato da un giorno all'altro a causa delle toghe rosse e della magistratura politicizzata.
Tuttavia le due posizioni di Polito e Scalfari possono essere condivisibili, con una "leggera" prevalenza di quella del fondatore di Repubblica per via di un pezzo di carta chiamato Costituzione Italiana.
Volendo ergersi a garanti della legge ed insieme garanti della governabilità di un paese, una soluzione ci sarebbe.
In caso di condanna del Premier, il Parlamento dovrebbe soltanto seguire l'iter normativo e procedere alla rielezione di un membro della maggioranza sancita dal voto popolare come nuovo Presidente del Consiglio.
Sarebbe chiaramente una soluzione di ripiego, ma non credo che l'Italia risentirebbe troppo della guida di Berlusconi e della sua apparente irrinunciabile genialità politica.
In fondo, per sua stessa ammissione, per quale altro motivo sarebbe sceso in politica, se non per tutelare le proprie aziende da fallimenti e bancarotte, e i suoi collaboratori (oltre che lui stesso, ovviamente) da condanne imminenti?
La soluzione, seppur inconsueta e impopolare (vista la proverbiale devozione che lega Berlusconi al suo elettorato) ci sarebbe, basterebbe avere il coraggio di metterla in atto. O meglio, basterebbe adeguarsi e rispettare le leggi. Un’ abitudine ormai fuori moda.
Per una volta l'emergenza continuativa degli ultimi tempi farebbe spazio alla normalità.

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Il vecchio clima politico

20 Giugno 2008, 18:15pm

Pubblicato da Nicola Di Turi

Finalmente si torna alla normalità.
L'opposizione fa l'opposizione e Berlusconi fa...Berlusconi!
Finalmente il Presidente del Consiglio ha gettato la maschera, se mai ce ne fosse stato bisogno, e ha ricominciato da dove aveva finito: le leggi ad personam o leggi vergogna, se preferite.
A dire il vero le prime avvisaglie si erano avute con il tentativo di salvare Rete 4 dal satellite in barba alle disposizioni dell'Unione Europea; si era proseguito con l'editto sulle intercettazioni quindi, si arriva all'emendamento salva-Premier dell'ultima settimana.
Un crescendo culminato in un approdo naturale sul terreno privato del Cavaliere.
Ma l'ultimo emendamento definito salva-Premier ha definitivamente fugato ogni dubbio e perplessità riguardo il nuovo Governo Berlusconi.
Originariamente ancorato saldamente al "crescente allarme sociale", alla "insicurezza della gente", alla "vergogna dei rifiuti", e dopo aver chiuso una campagna elettorale alquanto dimessa, il Governo ha cominciato a manifestare il suo reale obiettivo, quello di sempre: anteporre l'interesse privato di Berlusconi davanti ad ogni altro provvedimento facendolo passare come questione di urgente allarme sociale.
"In tutti gli stati europei il Premier è tutelato giuridicamente nel corso del suo mandato" si affannano a dire gli esponenti della maggioranza.
Verrebbe da chiedersi però se negli altri stati europei un candidato premier si presenti alle elezioni con delle pendenze giudiziarie.
L'opposizione ancora non se lo chiede, ma presto lo farà.
Almeno questa sembra trasparire dalla nuova linea adottata dal PD nei rapporti con il Governo.
Veltroni (finalmente, sarebbe lecito dire!) ha dichiarato che il dialogo sulle riforme con un governo che ha il solo obiettivo di garantire l'impunità di Berlusconi è impossibile.
Pertanto ha annunciato che il PD si opporrà con decisione alle ultime iniziative del Governo facendo ostruzionismo in aula e in autunno scenderà in piazza per manifestare il suo dissenso.
Tornando quindi al tema iniziale circa i ruoli delle forze parlamentari c'è da registrare l'importante inversione di tendenza del PD che peraltro, segue a ruota Di Pietro e l'Italia dei Valori.
Bene fa Veltroni a mantenere aperto uno spiraglio per la collaborazione riguardo alcune riforme per le quali c'è bisogno di convergenza.
Bene fa Veltroni a sbattere la porta in faccia di fronte a leggi palesemente incostituzionali e in continuità con i precedenti governi Berlusconi.
Inoltre questa scelta rafforza e non poco l'identità del Partito Democtratico che evidentemente appariva ed appare ancora poco delineata.
A posteriori risulta vincente e pratica la linea dell'IDV e di Di Pietro che bene faceva a diffidare di Berlusconi nelle vesti rinnovate dello statista.
Vesti che evidentemente gli stanno troppo strette addosso.

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Il nuovo clima politico

7 Giugno 2008, 18:16pm

Pubblicato da Nicola Di Turi


Ci risiamo. Ancora una volta Berlusconi sale al potere e non resiste alla vecchia tentazione di utilizzare il suo ruolo per risolvere problematiche personali.
Ancora una volta il leader del PDL attacca alla sua maniera la giustizia e, in questo caso l'utilizzo delle intercettazioni. Era nell'aria da tempo; se Berlusconi fosse riuscito a riconquistare Palazzo Chigi una delle prime riforme avrebbe riguardato le intercettazioni telefoniche usate nelle indagini.
E' vero, l'Italia è il primo paese in Europa alla voce spese per intercettazioni telefoniche.
E' altresì vero che senza l'uso di questo fondamentale strumento investigativo ancora oggi non sapremmo nulla di scandali quali Calciopoli, Vallettopoli e Bancopoli.
Quindi, ci si potrebbe chiedere: perchè viene messo sotto accusa uno strumento così utile e vantaggioso al fine di portare a termine indagini di tale entità? Ebbene, un problema c'è ed è evidente; riguarda la pubblicazione indiscriminata su giornali e periodici che avviene sistematicamente dopo l'ormai solita "fuga di notizie" e che coinvolge spesso vicende personali e di carattere privato dei diretti interessati. Questo aspetto andrebbe sicuramente regolamentato.
Ciò non toglie allo strumento il suo immenso valore.
Mettere al bando l'uso delle intercettazioni telefoniche tranne in caso di indagini attinenti reati di associazione mafiosa e terrorismo è dannoso e aggiunge un' ulteriore macchia alla farraginosa macchina della giustizia italiana. Inoltre, la proposta di introdurre pene di cinque anni di reclusione (5!!) per gli esecutori (magistrati) e per i propagatori (editori e giornalisti) rimanda a decisioni di stampo assolutista e prive di utilità per le istituzioni.
Tutto ciò fa sorgere un dubbio: che stia per scoppiare un nuovo "caso" scottante?
Ma tornando agli ultimi anni, se si è giunti ad una conclusone per le indagini sopracitate lo si deve soprattutto alle intercettazioni che hanno messo in luce aspetti inquietanti e altrimenti indecifrabili.
Così dicevo, Berlusconi cede ancora una volta alla tentazione di assecondare il suo odio verso la magistratura più volte manifestatosi negli anni sotto varie forme.
Altro che pacchetto-sicurezza e sostegno ai magistrati che svolgono il proprio lavoro!!
Qui si tenta ogni giorno e con ogni mezzo di impedire ai magistrati e ai pubblici ministeri di portare a termine il loro lavoro.
Le decisioni e le metodiche usate da Berlusconi nulla hanno a che fare con una "legislatura costituente" o con un "nuovo clima politico".
Piuttosto, ci troviamo di fronte alla poco pubblicizzata "dittatura dolce" basata su dichiarazioni d'intenti costruttive e ai limiti della credibilità ma anche, e soprattutto, su decisioni prese in continuità con i precedenti governi Berlusconi e tese soltanto a proteggere la posizione dominante del Cavaliere.
Non vedo nient'altro dietro alle dichiarazioni odierne del Presidente del Consiglio se non la manifestazione di un odio viscerale verso la magistratura (dettato esclusivamente da vicende personali) e la volontà di nascondere sempre più all'opinione pubblica (già cieca di per se...) le decisioni importanti prese dal Governo in piena autonomia rispetto ad ogni altro organo istituzionale.
Le speranze sono ora rivolte soltanto al Capo dello Stato e al suo alto senso di costituzionalità.
Il potere decisionale dettato dall'ampio consenso elettorale ottenuto dalla maggioranza nelle elezioni di Aprile non farà altro che aggravare la situazione visto che l'opposizione non potrà mai avere speranze di contrastare efficacemente l'azione di Governo nelle aule parlamentari.

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Mancini e Moratti

30 Maggio 2008, 10:47am

Pubblicato da Nicola Di Turi


Solo ieri, a distanza di due giorni dall'incontro tra il presidente e l'allenatore l'Inter ha ufficializzato l'esonero di Roberto Mancini. Si attende ora soltanto l'ufficialità dell'accordo con Josè Mourinho, nuovo tecnico nerazzurro.
Sullo sfondo una vicenda paradossale con un allenatore, Mancini, che arriva con i crismi del predestinato, voluto fortemente dal presidente e che dopo un digiuno quasi ventennale fa rivivere l'ebbrezza del successo ai tifosi nerazzurri.
In soli 4 anni l'Inter vince 3 SCUDETTI, 2 COPPE ITALIA e 2 SUPERCOPPE ITALIANE. Non male direi.
Ma tutto ciò non è bastato. A Mancini costa caro, almeno ufficialmente, lo sfogo post-Liverpool con la sparata di voler abbandonare la panchina nerazzurra a fine stagione, a prescindere dalla vittoria dall'ennesimo scudetto.
Dico "ufficialmente" perchè credo che questa sia stata solo una scusa per un presidente che dimostra ancora una volta di non saper costruire un progetto vincente e duraturo.
Un presidente che ha la possibilità economica di sovvenzionare i suoi sogni calcistici e lo fa puntualmente senza pensare minimamente alle possibili conseguenze.
Questo esonero rappresenta ormai definitivamente la fine delle speranze di veder cambiare la mentalità di Moratti assieme a quella della società: che si vinca o si perda all'Inter contano i capricci del presidente, i suoi desideri sempre e comunque in barba a qualsiasi logica di spogliatoio, di economia ecc.
E' sorprendente come la storia nerazzurra si ripeta: a parte i vari esoneri dovuti al circolo vizioso - non si vince, allora cambiamo allenatore- è già successo con Simoni che un tecnico vincente che poteva aprire un ciclo venisse mandato via per vezzo peronale.
La domanda è: si può esonerare un allenatore soltanto per uno sfogo (seppur grave, intendiamoci) in un momento comunque difficile per l'eliminazione dalla Champions?Contano più i successi o le parole anche se inopportune?
La logica non c'è quindi...

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Marco Travaglio e l'informazione in Italia

29 Maggio 2008, 21:11pm

Pubblicato da Nicola Di Turi


Il caso-Travaglio, scoppiato in seguito alla trasmissione di Fabio Fazio su Rai 3, ha riportato alla luce il problema dell'informazione in Italia.
Ultimamente abbiamo assistito anche alla discussione nelle aule parlamentari sulla proposta di legge avanzata dal Governo tesa a recepire ed attuare le disposizioni dell' Unione Europea in materia televisiva.
Proprio questi due episodi di natura diversa hanno una causa in comune: l'Italia non è un paese del tutto libero nel campo dell'informazione.
Quando un giornalista si documenta,
cita delle fonti ed infine trae le dovute conclusioni non fa altro che svolgere il suo mestiere.
Informa la gente, i lettori di fatti che probabilmente ancora non si conoscono.
Tutto ciò in Italia sembra illegittimo. E ciò che colpisce maggiormente è che il polverone di commenti in reazione alle affermazioni di Travaglio punta soltanto a prevaricare, diffamare e sbugiardare un professionista che cerca di fare il suo mestiere. Si cerca di colpire la forma e non la sostanza, la persona e non le tesi.
In definitiva si fa di tutto anzichè cercare di confutare nel merito ciò che dice Travaglio.
Avete fatto caso ai commenti?
Non un esponente politico (sia a destra ma ahimè, anche a sinistra col PD in testa) che si sia posto la domanda: ma Schifani ha avuto realmente rapporti con quella gentaglia?
Ma anche: se si, è giusto che ricopra il ruolo di seconda carica dello Stato? Silenzio.
Ed ecco tutti pronti a demonizzare il giornalista fazioso (dichiaratamente nè di destra nè di sinistra, almeno in Italia), il giornalista che cavalca l'onda del successo mediatico costruito sulla maschera del moralista stipendiato dai suoi stessi accusati.
Come già detto, parlare della forma per scartare i contenuti.
In modo che la gente resti nell' oblio dell'informazione di regime che si auto-pubblicizza e sponsorizza, e ascolti le opinioni e non i fatti.
Ciò che ho affermato precedentemente è facilmente deducibile dal fatto che le accuse a Schifani sono già contenute in un libro scritto dallo stesso Travaglio a quattro mani con il collega Peter Gomez tempo addietro.
Quindi, fin quando la vergogna resta "patrimonio" di pochi meglio tacere e bollare il tutto come uno vocio che non merita attenzione, ma quando viene recepita da due-tre milioni di persone allora il problema si pone e bisogna "correre ai ripari".
Tornando al parallelo con la vicenda-Rete 4 degli ultimi giorni, anche lì si è cercato di infilare un provvedimento teso a mantenere intatto il mercato televisivo italiano e, cosa ancor più grave, a mantenere Rete 4 al suo posto non adempiendo alla direttiva della U.E. che dà il diritto ad Europa 7 di trasmettere sulle frequenze occupate (abusivamente ormai) dall'emittente di Fido Fede.
Anche questa vicenda ribadisce la necessità di risolvere il problema dell'informazione in Italia ed immediatamente.
Si è cercato invece, di mascherare il problema riducendolo a vezzo provocatorio quanto anacronistico dell'opposizione; si continua a dire che il Paese ha altre necessità come gli inceneritori, i rifiuti, l'energia e il nucleare...
E intanto si fa di tutto per nascondere il problema ancora una volta e mantenere lo status quo che ha giovato (alle recenti elezioni), giova e gioverà al Presidentissimo...


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