Overblog Tutti i blog Blog migliori Economia, finanza e diritto
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Nicola Di Turi

festival del giornalismo 2011

Intervista a Nichi Vendola

30 Aprile 2011, 15:38pm

Pubblicato da Nicola Di Turi

Vittorio Zincone intervista Nichi Vendola

"Il blog di Nicola Di Turi" è al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia.
Questo è l'articolo relativo al secondo evento seguito dal blog per il Festival.
Lo trovate anche su http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/21558/
 
Comincia con un ricordo di Vittorio Arrigoni l’intervista di Vittorio Zincone a Nichi Vendola, a Perugia in un Teatro Morlacchi stracolmo. Il ricordo dell’attivista italiano ucciso a Gaza “perché si impicciava dei diritti degli altri in terra di confine” rappresenta per Vendola  “tutto il contrario della politica nostrana rivolta unicamente sull’ombelico di se stessa”.

L’ autoreferenzialità della politica ha scatenato il “culto dell’integralismo, dell’ideologismo, del perseguimento di quella Verità con la V maiuscola che nega ogni verità altra”. E “in Italia –afferma Vendola- l’egemonia culturale imposta dal berlusconismo, va combattuta non attraverso la denigrazione e l’elevamento al caricaturale della sua figura, ma proponendo un modello culturalmente diverso”. Insomma, secondo il Governatore pugliese non sarà una campagna elettorale a risolvere “il nodo di un modello culturale che vede i genitori del caso Ruby, spingere le figlie a resistere alle “fatiche” delle giovani”.
Cosa può fare quindi la sinistra per risollevarsi? Può iniziare invitando a votare si ai referendum del 12 Giugno, che sarebbero una risposta politica su temi come la difesa dell’acqua pubblica, contro il legittimo impedimento e contro il nucleare.
Si passa quindi ai temi del lavoro. La futura coalizione della sinistra “dovrà combattere la flessibilità precocemente trasformatasi in precariato, che mette le future generazioni sotto il ricatto dei datori di lavoro privandole della necessaria libertà”. A questo punto Vendola attacca l’atteggiamento della stampa nei suoi confronti, “favorevole fin quando non ha criticato Marchionne”. Il quale ha sempre concepito il lavoro come “un incrocio malato liberal-cristiano, favorevole alla assoluta libertà d’impresa eppure così avverso al rispetto dei diritti della persona”.
Così Vendola si chiede retoricamente:” La modernità può essere rappresentata dalla produzione di SUV e non dallo sviluppo sostenibile di automibili tecnologicamente avanzate e dallo sviluppo dei trasporti pubblici?”. Il pubblico non può che approvare le parole del leader di SEL, assecondando la crescente empatia in sala.
Quindi le proposte pratiche. Vendola propone ancora una volta il “reddito minimo garantito europeo”, “l’inversione delle aliquote tra dipendenti e speculatori finanziari”,  “il rifiuto del lavoro come merce priva del suo portato sociale”, passando per “l’abolizione della legge 30 Biagi-Treu” e “l’incoraggiamento di forme di lavoro alternative e riferibili alle energie rinnovabili, al recupero dei territori in dissesto idrogeologico”.
“La Destra-prosegue Vendola- ha ben rappresentato la paura caricandola su ogni problema sociale come il lavoro, l’immigrazione mentre la sinistra non ha mai rappresentato la speranza per gli italiani”.
Zincone alla fine gli chiede conto di Alberto Tedesco, l’assessore “dimessosi tre ore dopo che l’ANSA batteva la notizia dell’apertura delle indagini sul suo conto”. Il Governatore si “scusa col pubblico per la scelta compiuta nel 2005, avendo dato fiducia ad un politico poi rivelatosi inaffidabile”.
La chiusura dell’intervista con una battuta sul vicepresidente del CNR De Mattei, secondo cui l’Impero Romano cadde sotto i colpi delle infiltrazioni degli omosessuali: “Per far cadere il Governo, non siete d’accordo sul fatto che basterebbe infiltrare un po’ di omosessuali a Palazzo Chigi?”. E il pubblico saluta il Governatore con applausi scroscianti e di approvazione.

Leggi i commenti

I “faccia a faccia” televisivi tra i leader: un dovere della politica, un diritto dei cittadini

17 Aprile 2011, 09:25am

Pubblicato da Nicola Di Turi

SkyTg24 al Teatro Morlacchi di Perugia
"Il blog di Nicola Di Turi" è al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia.
Questo è l'articolo relativo al primo evento seguito dal blog per il Festival.

In Italia c’è un problema (tra gli altri) per la Democrazia e gli elettori: alcuni leader politici si rifiutano di render conto alla pubblica opinione del proprio operato. Quando lo fanno cercano di sfuggire al confronto con i loro colleghi e leader di altri partiti.
Questo è stato il tema affrontato nel dibattito organizzato da SkyTg24 al Teatro Morlacchi di Perugia (QUI il video con qualche "bel primo piano"...), venerdi 15 Aprile 2011.

Gli ospiti chiamati a discutere del tema erano Lucia Annunziata ex Presidente Rai, Francesco Verderami del Corriere della Sera, Gianni Riotta ex direttore del TG1, Simon Bucks anchorman di Sky News e Massimo Bernardini conduttore di TvTalk. A moderare il confronto Emilio Carelli, direttore del canale all news di Sky Italia e promotore dell’iniziativa “Chiedi il Confronto”, attraverso la quale SkyTg24 chiede da tempo ai leader di partito italiani di non sottrarsi al confronto in tv.
L’unanime adesione all’iniziativa dei giornalisti presenti, non ha impedito agli stessi di divergere su alcuni punti fondamentali. L’esperienza diretta di Simon Bucks che ha diretto e organizzato i confronti tra i candidati premier in Inghilterra nel 2006, gli consente di ribadire “l’importanza dei dibattiti per gli elettori”. Solo in questo tipo di confronti in tv “il conduttore e gli altri giornalisti coinvolti costringono i candidati a parlare di temi e idee”, afferma Bucks. Al contrario di ciò che avviene sistematicamente durante i talk show (stile Annozero e Ballarò), nei quali sia Riotta che Verderami ritrovano soltanto “scontri verbali tra appartenenti a due opposti blocchi politici, senza alcun interesse da difendere diverso da quello di prevalere sull’altro”.
“E i telespettatori – continua Verderami – ormai si sono assuefatti a questo rituale, trasformandosi in ultras di opposte tifoserie che tengono accesa la tv senza neanche guardare la partita, come se dovessero assumere passivamente una dose quotidiana di metadone rilasciata dal Vespa di turno”.
“Eppure – obietta Bernardini – questi talk sono i programmi più seguiti della stagione televisiva”. Difficile dargli torto, ma la vera assenza di un faccia a faccia in tv tra candidati dentro un ferreo recinto di regole è impedita non soltanto dal rifiuto opposto da questo o quel leader. Infatti la soluzione a questo problema potrebbe essere la sedia lasciata vuota a favore di telecamera, per rendere il pubblico partecipe del rifiuto al confronto di quel leader e per invitarlo a farsene un’ opinione in merito.
I veri problemi sono altri, come la legge sulla par-condicio e la Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Così se per Gianni Riotta “la par-condicio è stata una pessima medicina per guarire l’anomalia del conflitto d’interessi”, secondo Verderami “spesso l’autocensura di giornalisti servi e eccessivamente zelanti con il potere, rende quasi superfluo il rispetto preciso del minutaggio assegnato al politico di volta in volta”.
Insomma i dubbi sulla mancanza di professionalità e imparzialità del giornalista, uniti alla crescente pressione della politica sul giornalismo, hanno prodotto una legge mostruosa e inutile, che impedisce un vero confronto. Altri ostacoli vengono posti dalla Commissione di Vigilanza, che impone spesso regole assurde ai giornalisti del servizio pubblico e non solo. Seppur con l’intento di garantire l’assoluta imparzialità dei conduttori, questi regolamenti finiscono per scoraggiare gli stessi ed impedire in pratica la realizzazione dei faccia a faccia tra i candidati, perché bisognerebbe assoggettarsi a regole fin troppo stringenti. Questo accade perché “sono dei politici ad imporle e a redigerle, persone completamente estranee alle regole del panorama televisivo”, spiega Bernardini.
Così gli ospiti dell’incontro finiscono per concordare tutti su una riflessione di Lucia Annunzata: la crescente invadenza della politica che cerca sempre più spesso di negare l’indipendenza ai giornalisti, danneggia soprattutto gli elettori che si vedono privati di un utile strumento conoscitivo dei candidati.
I faccia a faccia televisivi che sono la norma in tutti Paesi democratici, servono peraltro agli stessi candidati più deboli per cercare di guadagnare consensi, come avvenuto in Inghilterra con Nick Clegg.
L’auspicio di tutti gli ospiti è che l’iniziativa al centro del dibattito serva a promuovere dei confronti meno irreggimentati da regole assurde, per garantire una sana discussione sulle tematiche e per rendere la gente consapevole. C’è un evidente interesse pubblico sull’argomento e SkyTg24 con il suo direttore Emilio Carelli se ne fanno portavoci.

Leggi i commenti